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I corsi di Cucina Tradizionale

Cooking Lab

La cucina tradizionale trentina per secoli ha dovuto fare i conti con il proprio territorio montano, aspro e difficile da coltivare, quasi interamente montuoso e per il 70% al di sopra dei 1000 metri s.l.m.. Nelle nostre valli per secoli l’alimento base é stato proprio il cosidetto “oro giallo”, la polenta di mais, accompagnata con cavoli, fagioli e patate - ortaggi resistenti alle basse temperature e più facili da coltivare e conservare- o con  semplice latte. In passato le famiglie contadine vendevano la carne, le uova e il latte ed i formaggi per guadagnarsi da vivere.

Per questo motivo la cucina tradizionale trentina è stata definita “povera” in contrapposizione alla cucina opulenta di corte, dei principi-vescovi (Concilio di Trento 1545-1563) che permise alla gastronomia trentina una forte contaminazione proveniente da fuori zona: da tutta Italia ma anche dall’estero, tramite le delegazioni in visita che diedero un forte impulso mitteleuropeo. Ancor oggi sono ancora proprio le patate ed il mais che in Trentino la fanno da padrona sulla tavola, insieme alle carni, alle uova e al latte, principalmente vaccino, ed ai suoi derivati uniti alle mele e ai vini autoctoni.

Sulla tavola non poteva mancare l’utilizzo del pane “vecchio”, che non si poteva buttare nell’economia famigliare, ma venne nel tempo reciclato in vari modi trasformandolo e arricchendolo con altre materie prime come formaggio, uova, verdure e insaccati o salumi, come ad esempio la luganega (lucanica) o lo speck. Ed ecco perché la proposta dei tre menu a base di patate, pane raffermo e pasta matta ripiena, ovvero lo strudel, basi di partenza dei corsi tradizionali, tre proposte con ingredienti semplici ma arricchiti e rivisitati, ottenendo così pietanze molto gustose e gourmet.

Gnocchi di Patate

Con condimenti vari

3:30 ore
da 3 a 6 
85 pers.
Le patate come alimento hanno una storia relativamente recente nella cucina europea. Arrivano alla fine del XV sec. dopo lo sbarco di Cristofo Colombo in America Latina e l’inizio di scambi di varietà vegetali nuove sin allora sconosciute in Europa.
- Brindisi di benvenuto
- Gnocchi di patate con condimenti vari
- Dolce
- Bevande incluse
La patata è una di queste, seppur abbia iniziato a diffondersi nelle nostre abitudini alimentari solo poco dopo la rivoluzione francese, grazie al botanico e gastronomo Antoine A.Parmentier (1737-1813) che al ritorno dalla guerra dei 7 anni dopo essere stato incarcerato in un carcere prussiano, ha scoperto le qualità nutritive delle patate (prima usate solo come mangime per i maiali) e la loro facilità di coltivazione con alte rese anche su terreni poco fertili. Sebbene fosse stato per primo Federico il Grande, principe di Brandeburgo (1712-1786) che per primo diffuse la loro coltivazione, per sfamare il popolo tedesco durante le frequenti guerre e le carestie.
Saranno proprio le patate ed il mais che in Trentino la faranno da padrona sulla tavola della gente comune, principalmente contadini, e conseguentemente nella cucina tradizionale locale, insieme al latte, principalmente vaccino, ed ai suoi derivati proprio a causa della natura orografica del nostro territorio.
Si prega di compilare, al momento dell’iscrizione, il modulo relativo ad eventuali intolleranze o allergie. Trascorreremo insieme qualche ora di rilassatezza e divertimento con l’intento di lasciare un segno, sia esso un ricordo, una nozione, un sorriso. Il corso si terrà al terzo piano di una casa soggetta a vincoli delle Belle Arti perché storica e per questo non è provvista di ascensore. I corsi si possono tenere in italiano o in inglese.
Al termine di ogni singolo corso la persona può scegliere se fermarsi a mangiare quanto cucinato o portare a casa una doggy bag. Vi aspetto!

Strangolapreti (non adatto a celiaci)

Con condimenti vari

3:30 ore
da 3 a 6
85 pers.
E’un piatto d’origine contadina, a base di ingredienti poveri, nato per riutilizzare gli”avanzi” , il pane vecchio, e le materie prime più comuni sul nostro territorio da sempre di vocazione agricolo-montana.
- Brindisi di benvenuto
- Strangolapreti con condimenti vari
- Dolce
- Bevande incluse
Gli strangolapreti sono uno dei piatti tipici della cucina trentina, seppur vi siano ricette simili nella cucina italiana, risalenti sin dal XVI, anche in altre regioni, seppur con diverse varianti. Secondo lo storico trentino Giambattista Azzolini (1777-1853), il nome deriverebbe da una simpatica leggenda popolare che narrava di un ingordo prete di campagna che al ritorno da una sfortunata battuta di caccia, stanco ed affamato, divorò il pasto cucinato dalla sua perpetua: gnocchi di pane con verdure. “….Ingurgitò talmente in fretta, che fattisi un nodo alla gola, sarebbe rimasto soffocato, se la pietosa fantesca, null’altro rimedio vedendo, tra collo e schiena sempre più forti iterando le pugna, non gli fece saltar dal gozzo, per via dalla bocca, l’intricata vivanda…” – dal sussidiario di cucina trentina, 2003.
Si prega di compilare, al momento dell’iscrizione, il modulo relativo ad eventuali intolleranze o allergie. Trascorreremo insieme qualche ora di rilassatezza e divertimento con l’intento di lasciare un segno, sia esso un ricordo, una nozione, un sorriso. Il corso si terrà al terzo piano di una casa soggetta a vincoli delle Belle Arti perché storica e per questo non è provvista di ascensore. I corsi si possono tenere in italiano o in inglese.
Al termine di ogni singolo corso la persona può scegliere se fermarsi a mangiare quanto cucinato o portare a casa una doggy bag. Vi aspetto!

Canederli (non adatto a celiaci)

Con condimenti vari

3:30 ore
da 3 a 6
85 pers.
E’un piatto d’origine contadina, a base di ingredienti poveri, nato per riutilizzare gli”avanzi” , il pane vecchio, e le materie prime più comuni sul nostro territorio da sempre di vocazione agricolo-montana.
- Brindisi di benvenuto
- Canederli tradizionali e/o con verdure con condimenti vari
- Dolce
- Bevande incluse
I canederli (in tedesco Knödel) sono una delle ricette più iconiche della cucina alpina, diffusa soprattutto in Trentino-Alto Adige, Tirolo e Baviera. Nati come piatto povero, rappresentano perfettamente la filosofia del recupero: si preparavano infatti per riutilizzare il pane raffermo, arricchendolo con ingredienti semplici ma gustosi come speck, cipolla, erbe aromatiche e uova. 
La loro origine risale al Medioevo, e si racconta che già nel 1180 una locandiera li offrì ai cavalieri di ritorno dalla guerra. Oggi ne esistono moltissime varianti: dai classici allo speck, ai più moderni con formaggio, spinaci o barbabietola, fino ai canederli dolci. 
Ogni famiglia ha la sua versione, tramandata di generazione in generazione, e in molte valli alpine sono protagonisti di sagre e feste tradizionali. In brodo o con burro fuso e formaggio, i canederli raccontano una storia fatta di territorio, ingegno e semplicità.
Si prega di compilare, al momento dell’iscrizione, il modulo relativo ad eventuali intolleranze o allergie. Trascorreremo insieme qualche ora di rilassatezza e divertimento con l’intento di lasciare un segno, sia esso un ricordo, una nozione, un sorriso. Il corso si terrà al terzo piano di una casa soggetta a vincoli delle Belle Arti perché storica e per questo non è provvista di ascensore. I corsi si possono tenere in italiano o in inglese.
Al termine di ogni singolo corso la persona può scegliere se fermarsi a mangiare quanto cucinato o portare a casa una doggy bag. Vi aspetto!

Strudel dolce e salato

3:30 ore
da 3 a 6
85 pers.
Lo strudel è una ricetta che risale al tempo degli Assiri nell'VIII secolo a.C.. Dolci simili si ritrovano anche nell'Antica Grecia del III secolo a.C., infatti in lingua tedesca significa “vortice”, con riferimento alla pasta arrotolata o alla forma che si dà al dolce
- Brindisi di benvenuto
- Strudel dolce e salato 
- Bevande incluse
Lo strudel è oggi un tipico dolce del Trentino Alto Adige. Non tutti sanno però che le sue origini sono turche. I Turchi, presenti in Ungheria intorno al XVII secolo, inventarono un dolce alle mele, il Baklava. Nell'Ottocento, con la nascita dell'impero austro-ungarico, lo strudel arrivò in Trentino e nel Südtirol subendo delle variazioni tipicamente locali. La prima ricetta documentata dello strudel risale agli inizi del 1800, pubblicata nel "Grande libro di cucina viennese" di Anna Dorn, che lei chiamò "Apfelstrudel", ovvero il vortice di mele.
La pasta che si utilizza tradizionalmente in Trentino per la maggiore non è sfoglia, ne frolla o pasta brisée, bensì un involucro sottilissimo e croccante di pasta matta, una pasta senza zucchero e senza burro, a base di farina, acqua e olio, dal sapore neutro che valorizza al massimo gli ingredienti del ripieno. La pasta matta va lavorata a lungo in modo che diventi liscia ed elastica; va stesa con il mattarello fino a quando diventa quasi trasparente, quindi pronta per essere farcita, arrotolata e cotta in forno.
Ulteriori varianti dello strudel possono essere con una base di pasta sfoglia, con il burro, o di pasta frolla, con l’aggiunta delle uova o usando la pasta filo.
Per la farcitura dello strudel le mele, generalmente Golden Delicious o Renette, e le pere sono la frutta più utilizzata, seppur si possa usare qualsiasi altro frutto per il ripieno.
Conosciuto principalmente come dolce, lo strudel lo troviamo anche come ricetta salata, proposto nelle diverse tipologie di impasto
e di farcitura: si può pensare ad un abbinamento classico come prosciutto cotto e formaggio, o delle verdure con formaggio e ricotta, abbinati a insaccati e salumi. La scelta è davvero varia, in base alla stagione e alla disponibilità di ingredienti. E’ una ricetta molto versatile dal risultato pressoché garantito.
Si prega di compilare, al momento dell’iscrizione, il modulo relativo ad eventuali intolleranze o allergie. Trascorreremo insieme qualche ora di rilassatezza e divertimento con l’intento di lasciare un segno, sia esso un ricordo, una nozione, un sorriso. Il corso si terrà al terzo piano di una casa soggetta a vincoli delle Belle Arti perché storica e per questo non è provvista di ascensore. I corsi si possono tenere in italiano o in inglese.
Al termine di ogni singolo corso la persona può scegliere se fermarsi a mangiare quanto cucinato o portare a casa una doggy bag. Vi aspetto!
Ogni corso può ospitare un massimo di 6 partecipanti. 
Può essere personalizzato su richiesta per giorno ed orario, in gruppo o singolo in base alle specifiche esigenze e alla disponibilità dei corsi già fissati a calendario. Il corso potrebbe essere soggetto a variazione di prezzo rispetto alla proposta standard in caso di particolari richieste specifiche fuori menù. 
Tutti i corsi comprendono un brindisi di benvenuto, bevande - vini selezionati, succo di mela, acqua - e dolcetto finale. Al termine di ogni singolo corso la persona può scegliere se fermarsi a mangiare quanto cucinato o portare a casa una doggy bag.
Nel caso in cui non si raggiunga il numero minimo di partecipanti verrete avvisati anticipatamente via e-mail. Nei corsi di gruppo potranno esserci variazioni dovute alla stagionalità e alle intolleranze/allergie dei partecipanti. Quasi tutti i corsi possono essere adattati per vegetariani, con alcune modifiche e variazioni, ma non adatti per vegani. Per tutti i corsi sarà fondamentale sapere precedentemente eventuali intolleranze od allergie per potersi organizzare in modo adeguato e venire incontro a tutte le esigenze, per quanto possibile.  Il corso si terrà al terzo piano di una casa soggetta a vincoli delle Belle Arti perché storica e per questo non è provvista di ascensore. 

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